La settima Arte  compie vent’anni a Lecce

La settima Arte compie vent’anni a Lecce

Continuità di impegno e passione, recupero, trasmissione di memorie dell’immaginario visivo da non perdere, creazione di rete di cooperazioni con archivi e centri di ricerca, indagine di nuovi fermenti culturali nella vasta e sconfinata “settima arte”.

Ecco vent’anni di Festival del Cinema Europeo, un ponte lungo e sorretto dall’eterogeneità delle proposte contenute, di anno in anno. Un anello di congiunzione nel panorama dei festival pugliesi, che fa da centro propulsore per nuove iniziative ed input.

La kermesse si conferma, anche quest’anno, variegata ed attenta, orientata alla completezza dello sguardo, nell’ottica di tessere un continuum di un’identità che si è guadagnata, negli anni, uno spazio importante che, per l’occasione di quest’anno, si è arricchita  della rassegna “Aspettando il Festival”,  concerti e proiezioni che hanno  anticipato la serata d’apertura dell’8 aprile inaugurata da Stefania Sandrelli, “Protagonista del Cinema Italiano” della XX edizione.

Due le figure di spicco a cui sono stati consegnati gli Ulivi d’Oro alla carriera,  la protagonista Stefania Sandrelli e il cineasta Aleksandr Sokurov.

L’attrice e regista, premiata lunedì, fondamentale riferimento del cinema italiano che ha fatto storia, è l’icona di questa edizione a cui viene tributato ulteriore riconoscimento alla carriera.

Tra grazia e modestia, con spontanea intensità interpretativa, ha mantenuto coerenza e professionalità, sapendo attraversare valichi importanti, come il grande schermo e le più recenti produzioni televisive. Ai giornalisti, in conferenza stampa,  ha ricordato l’importanza di investire negli esordienti, spirito che anima anche il festival, come è stato anche per nomi oggi grandi, e per l’ultimo regista con cui ha di recente girato, Marco Mario de Notariis.  Inevitabile passare per nomi che l’hanno resa grande e che la stessa attrice ha contribuito a rendere numi tutelari del cinema italiano, passando da Pietro Germi, a Ettore Scola, a Bernardo Bertolucci, Antonio Pietrangeli, Paolo Virzì per finire a Cristina Comencini e raccontando l’intensità della sua esperienza di regista. Ruoli molteplici e sfaccettati di un panorama femminile, di cui, con maestria e delicata sensualità, si è intrisa ogni volta magistralmente.

sandrelli

Dall’altra parte un maestro, Aleksandr Sokurov, autore che porta la sua abilità nel travasare in passaggi storici cruciali impianti narrativi di finzione, sorretti da immensi piani sequenza e complesse tecniche fotografiche, discusse inoltre durante la lezione masterclass di mercoledì . Uno “sguardo” che ha conosciuto la censura e le asperità di ambienti ostili alla sua espressione d’indagine, ritenuto antisovietico, prima di divenire “pupillo” del grande A. Tarkovskij.  Il regista, Leone d’Oro a Venezia nel 2011 con Faust,  anello conclusivo della trilogia sul potere già svolta da Moloch, Toro e Il sole, ritorna ad esprimersi, con mite fermezza, su questioni conflittuali del contemporaneo, denaro e potere, arte e cinema.

“Nessuna religione – dice all’incontro – oggi sa come affrontare questo problema. Tutto, alla fine, viene tradotto in denaro”. Anticipa, inoltre, anche una sua significativa collaborazione per l’allestimento del padiglione Russia per la Biennale di Venezia. Conferma, quindi, quello che è sempre stato un suo punto focale di indagine, la relazione tra Arte e Storia, anticipando anche un sentimento di stanchezza intorno al cinema, se pur serbando l’idea di girare un prossimo film in Puglia.

Sokurov

Un incontro foriero di richiami ed esplicite dichiarazioni d’intenti, al punto da esprimere la sua curiosità e delusione al contempo, riguardo il cinema italiano, rimembrando la mai rinnovata figura di Anna Magnani. Il festival, invece, si occupa da sempre di porre e mantenere una lente di ingrandimento sulla nuova commedia italiana. Molti infatti gli ospiti come Nino Frassica, Paola Minaccioni, Alessandro Siani, Leonardo D’agostini, Carlo Verdone.

Sempre attento lo spazio dedicato ai giovani autori e ai loro cortometraggi in lizza per il premio Emidio Greco, e il Premio Mario Verdone ad un esordiente italiano entro i 35 anni. Sguardi mediati da sensibilità differenti, focalizzati su caratteristiche necessarie e intimiste, o attente ad uno sguardo esterno, tra immigrazione, identità, rapporti figli-genitori.

Un giorno all'improvviso di ciro D'emilio

Blind Spot, Norvegia

A corredare l’eclettico ventaglio di visioni ed incontri, anche due mostre, una dedicata ai vent’anni di Festival del Cinema Europeo, raccontato con le immagini che lo hanno attraversato, scandito da volti, dai fotogrammi, dagli highlights che lo hanno scolpito nella memoria, l’altra la retrospettiva dedicata a Stefania Sandrelli, dall’emblematico titolo Icone du cinéma Italien, poiché nata in Francia all’interno del Festival de Tours. La mostra raccoglie all’incirca 50 scatti, anche rari, che ripercorrono la carriera e la storia artistica, nei suoi ruoli cult e più iconici, attraverso gli “occhi” e la camera di grandi fotografi del cinema italiano.

La mostra curata da Antonio Maraldi e costituita con il supporto dell’archivio del Centro Cinema Città di Cesena, è visitabile sino a sabato 13 aprile. Nella stessa data si conclude il Festival con le relative premiazioni e cerimonie, sempre memori di eternare il nome della sua fondatrice Cristina Soldano, e continuando, nella sua ottica, a creare un corollario di eventi speciali e fermenti culturali, perché l’arte e la sua trasmissione, siano un verbo ed un linguaggio visivo in costante evoluzione.

mostra sandrelli

festival mostre

Consulta qui il programma del XX Festival del Cinema Europeo.

Lara Gigante