Una stanza segreta musica, visioni e friendzone. La Sagra Elettronica e la sua quinta dimensione

Una stanza segreta musica, visioni e friendzone. La Sagra Elettronica e la sua quinta dimensione

La Sagra Elettronica apre le porte del suo tempio sperimentale amplificando le dimensioni e disponendo di una realtà aumentata. L’organizzazione Sud Sonico, associazione culturale, ha voluto dilatare ulteriormente la composita e interessante struttura del festival, aprendo un varco anche alle arti visive e performative. Così, se le parole sincretico e multidiciplinare sono le parole d’ordine dell’evento, allo stesso modo l’esplorazione del limine e della soglia, portano nuove dimensioni abili a valicare confini coercitivi.

Stiamo parlando del Seven Seas, un avamposto della pop culture che strizza l’occhio, nella dancefloor selvatica o ipnotica che sia, all’arte visiva e alle arti performative e installative, facendosi un giretto tra abiti vintage.

Un hangar, una secret room, a metà strada tra friendzone e chill area, dove gongolarsi tra installazioni luminose, pittura, illustrazioni, fotografia, performance, sconfinando financo nel più materico e materiale, ma non per questo meno suggestivo, vintage market. Questo interstizio spaziotemporale, anticamera non solo di segreti e ombre, ma di ciò che esiste e non si vede sempre nitidamente, l’abbiamo fatto meglio raccontare alle sue due ideatrici e curatrici Luisa Carlà e Giulienji, in una bizzarra, ma sintomatica intervista doppia.

cos’hai in tasca adesso?

Giulienji: ok vediamo, accendino, spago, un foglio molto scritto, un po’ d’ansia.

Luisa: un foglietto che non leggerò prima di stasera con la lista delle cose da fare oggi, tendo a scrivere ogni cosa. Ho lo scotch carta a mo’ di bracciale. Vale come tasca?

qual è stato l’utimo brano che hai sentito?

G. “All you need is love” per ricondividere la story di Luisa su IG.

L. “The radio” di Fargetta a tutto volume.

qual è stata l’ultima opera che hai visto?

G. in questi giorni ho visto chiamare una scatola nera “cubo luminoso” e dietro un sipario ho visto montare la scenografia di “base luna chiama luminterra” non ci sto a capì più un c****

L. I dischi di Fabrizio Fontana che ho nel cofano del’auto. Ho detto dischi, sì. Saranno esposti sabato nella secret room.

un superpotere che vorresti avere

G. vorrei teletrasportarmi ovunque.

L. l’invisibilità.

una parolaccia che hai usato spesso

G. oooooomeeerdaa

L. perdio, lo scrivo tutto unito e con l’iniziale minuscola, così non vale come nome proprio e non è la bestemmia originale.

una parola che detesti

G. cocomero;

L. addio, non voglio più dirlo e sentirlo.

vi siete scambiate segreti?

G. come tutte le bambine

L. sì.

un segreto che avevi e che ormai si può svelare

G. mi rendo conto di provocarvi uno shock, ma non sono bionda naturale.

L. mamma l’erba che hai trovato nei jeans al liceo era mia, non della compagna di classe che veniva a scuola in treno.

ci saranno segreti che potremo portare via dalla secrets room?

G. dipende da quello in cui siete disposti a credere.

L. sarà come aprire un forziere, quindi mi auguro di sì.

se foste dovute partire per un allunaggio, a chi avreste abdicato il vostro ruolo all’interno della sagra elettronica?

G. al gatto di Luisa che prende molti like, farebbe un grande facebook.

L. a nessuno, saremmo troppo impegnate a far festa sulla Luna.

– italo disco, eurodance, indietronica, goa o solo dance?

G. Sono in continua evoluzione musicale, ho le mie basi, certo, ma mi piace ascoltare roba nuova, mi interessa quello che succede, con la Sagra Elettronica ho aperto altre finestre. Ce ne saranno altre.

L.Colore preferito? io non riesco proprio a rispondere quando c’è l’imbarazzo della scelta. ci vediamo sabato, ok?