Sit-in anti cemento a Porto Miggiano

Sit-in anti cemento a Porto Miggiano

Avevano promesso battaglia. Dopo che il Tar di Lecce ad aprile ha sbloccato la realizzazione di un enorme complesso turistico a Porto Miggiano, comitati e cittadini hanno preparato per mesi la controffensiva e nel pomeriggio si sono dati appuntamento alla Torre Saracena di Santa Cesarea Terme. Da  giorni il tam tam corre sul web, facendo arrivare l’elenco delle adesioni a quota 1500. A capeggiare la “rivolta verde” il Comitato per la tutela di Porto Miggiano, affiancato da Save Salento, Forum Ambiente e salute del grande Salento, Associazione Salviamo il Salento e molti altri ancora. Persino i Sud Sound System, storico gruppo salentino, condividono il manifesto della protesta sulla pagina ufficiale di facebook.

Il no deciso è rivolto a una vasta opera di cementificazione di un lembo ancora incontaminato della costa adriatica, nella zona a ridosso del parco naturale “Otranto-Santa Maria di Leuca”. È lì che da poche settimane sono stati aperti i cantieri di un enorme complesso turistico-residenziale nel cosiddetto comparto 13, esteso su 15 ettari lungo la provinciale per Vignacastri, che prevede la realizzazione di 536 unità abitative divise in 66 sezioni, ristoranti, negozi, piscine, strutture sportive e tutte le opere di urbanizzazione connesse, per un investimento complessivo di 40 milioni di euro.

“Opere utili a incentivare il turismo”, sostengono da due decenni gli ideatori della lottizzazione del piano. “Inaudito sfregio della natura” replicano dal canto loro i Comitati che parteciperanno al sit-in. E se il sindaco di Santa Cesarea Terme, Daniele Cretì, si limita a ricordare che il mega-villaggio ha dalla sua le pronunce favorevoli della magistratura, tacciando come inutile la protesta, gli oppositori del progetto si appellano alle forze dell’ordine affinché vigilino sui cantieri già aperti, ma anche alla Regione Puglia e alla Sovrintendenza (che aveva annullato l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune ) perché si costituiscano in giudizio davanti al Consiglio di Stato, tentando di bloccare la decisione con cui il Tar ha dato il via libera alla lottizzazione.

“Il Salento non ha bisogno di pacchiane speculazioni edilizie in stile anni ‘70, ma merita rispetto – afferma sul social network il Comitato di tutela per Porto Miggiano – è sintomo di miopia e davvero di poco rispetto per la propria terra e per le proprie tradizioni dismettere e svendere, in nome del denaro, un patrimonio di tradizioni e di natura incontaminata come quello di Porto Miggiano e di tutta Santa Cesarea Terme, permettendo che venga ricoperta da nuove colate di cemento”. A poca distanza dal comparto 13, nella stessa zona di pinete affacciate sul mare, pochi giorni fa è stato dato il via libera alla lottizzazione del comparto 14S, nel quale saranno realizzate altre 400 unità abitative, con annessi e connessi. In tutto si tratta di 30 ettari di macchia mediterranea che si preparano a scomparire per sempre.

(da bari.repubblica.it)