Music Platform: la sonorizzazione del Castello Carlo V di Lecce con Fragment Dimension

Music Platform: la sonorizzazione del Castello Carlo V di Lecce con Fragment Dimension

Linguaggio visivo sincretico, sintetico, fluido. Il tessuto sonoro dilata e amplifica esperienze, infrange lo spazio tempo e traduce suggestioni in luoghi e viceversa.  Come abile crononauta la musica, quella elettronica nella fattispecie, fa da vettore aggregante e, in un sincrono tra audio e video dove il beat aderisce ai frame, si costruisce un percorso. Music Platform, alla sua diciassettesima puntata, non solo fluttua senza attrito alcuno nello spazio profondo della ricerca musicale, ma, oltrepassando qualsivoglia geolocalizzazione dei suoi fruitori, crea un’esperienza immersiva all’interno dei luoghi del patrimonio artistico e culturale altrimenti inesplorati.

Il castello Carlo V di Lecce, grazie alla collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Lecce, Brindisi e Taranto, ha aperto le sue segrete diventando scenario protagonista della sonorizzazione del trio pugliese Fragment Dimension, composto da Drafted, Kaelan e Unthone.

Schiacciato il play, il viaggio ha inizio, unigenito e triplice, non perdendo coerenza, mentre naviga tra le atmosfere secondo tre approcci differenti, ma concretizzati in un solo live set.

L’impianto visivo brulica tra le crepe e gli interstitizi strutturali, scorrendo rapido tra esterni, scorci di cielo attraversati da nubi, per rintanarsi poi all’interno folgorato in suono.

Onirica e sintetica l’immagine ritorna a incastonarsi nel luogo, svelandolo, raccontandone la storia di cui è imbevuta la pietra porosa e abbacinante, trattenente memorie e voci, diventate ormai sculture atone.

Ma è solo l’inizio, perché il player scorre e continua, imperterrito ad aumentare la fiumana evocativa che ha appena scoperchiato; a foce del delta si scinde fotonico, in discesa, attraverso le gallerie si slancia giù per il fossato, risalendo il vertice delle due torri per riprendere fiato nel museo della cartapesta.

Una filologia dei luoghi fortemente interessata a creare non solo una restituzione dei saperi storici ed una continuità di un’eredità monumentale, ma a intessere nuove reti di scambio artistico.

È tutto nella formula più accessibile e divulgativa che possa espandersi nello spazio, digitale e fluida, alla portata di chiunque voglia vivere un istante da crononauta sonico. Allora, non resta che rimanere sintonizzati e attendere il prossimo viaggio.

Lara Gigante