Mitèmi: una narrazione visiva dell’epos umano. Dalla quinta mostra di Kunstschau

Mitèmi: una narrazione visiva dell’epos umano. Dalla quinta mostra di Kunstschau

Lunedì 17 settembre si è rialzata la saracinesca dello spazio Kunstschau_Contemporary Place, in via Gioacchino Toma 72° lecce.

A spalancare gli sguardi dei visitatori è la mostra b-ipersonale, la quinta aperta dallo spazio leccese, dall’evocativo nome Mitèmi, di Raffaele Fiorella e Simona Anna Gentile, a cura di Eliana Masulli.

Una narrazione che sin da subito, tra il segno nero su bianco e l’azione in movimento delle videoinstallazioni, si lascia intuire e scorrere con lo sguardo, in una ciclicità direttamente proporzionale, soltanto, alla dialettica tra le opere dei due artisti.

Il mytos, l’epos, il “verbo” dell’umano esistere, in trasmissione “manoscritta” da una parte, diffuso nella molteplicità dello sguardo scisso tra i ruoli singolari e collettivi, dall’altra.

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Una ricorrenza, differenziata, di nuclei narrativi, detti mitèma dalla ricerca del noto antropologo Claude Lèvi-Strauss, talmente autosufficienti, da essere inseriti, universalmente, in qualsivoglia sistema narrativo poiché tali da generare sempre nuovi cicli.

Una composizione intima e lirica che scivola, inevitabilmente, nella genesi ancestrale del singolo, passando per l’immaginario collettivo scandito dal quotidiano. Il percorso visivo, trasporta l’io del visitatore in un meta-cosmo decontestualizzato, sospeso tra cognizione ora di osservatore, ora di attore dell’azione, osservato e scrutato.

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Una tela lunga undici metri si srotola e poggia fluente tra il muro e il supporto che la sorregge fino all’ingresso del box.  La sua lettura dipana il nitore atavico di un racconto confinante tra una cosmogonia personale dell’artista, Simona Anna Gentile, ed un escatologico ordito, riportante un giudizio universale, che potrebbe essere già avvenuto.  Amplifica e comprime e poi lo lascia correre, coreografico e compatto, dissolvente e di nuovo racchiuso, il suo segno impresso con pennini a china. Una minuzia da cesellatore di un’epica umana, che muove dal primevo percorso identitario di un io che, divenendo, si riesce poi ad osservare panoramicamente.

Cavalca le ere al punto da non celarsi nella sua stessa nomenclatura: Più di duemila anni /Mehr als zweitausend jahre.

Fiorella-Gentile-Mitèmi-videoinstallazioni-Ph-Grazia-Amelia-Bellitta

mitemi dettaglio videoinstallazione Ph-Grazia-Amelia-Bellitta

La semiotica mitologica si frammenta, per ricomporsi in una duplice osservazione, nelle sei videoinstallazioni di Raffaele Fiorella, dove il topos, del meta-contesto e del microcosmo destrutturato da una linea temporale obbligata, passa in scansione. Sei “affacci” sul mondo, o forse, finestre in cui posare lo sguardo foriero ed esterno. Gesti quotidiani, ripetuti, come quadretti da idillio del semplice, orizzonti ineludibilmente vastissimi e sconfinati che senza l’ardire di parole o suoni, ricongiungono il tutto al ciclo, al mitico. L’autonomia del mitèma che ritrova collocazione nel suo racconto d’insieme, non dimentico della sua singolarità e della sua ambivalenza osservante ed osservata.

Un’operazione di scandaglio biografico e quotidiano, come solo la semplicità antropologica di un mito può restituire alla ricerca visiva.  Una proporzione di vedute e segmenti che semplificano e riportano l’eziologia della scoperta umana, sempre sospesa tra significati e significanti, tra il sé e l’altro da sé.

Un immersione fluida e pulita nell’arcaico cromosoma umano.

Lara Gigante

(Foto di Grazia Amelia Bellitta)

La mostra è visitabile fino al 7 ottobre 2018 su appuntamento

Info: 320 5749854, info@kunstschau.it