Nasce un Manifesto per l’agricoltura naturale del Salento

Nasce un Manifesto per l’agricoltura naturale del Salento

Nasce un Manifesto per l’agricoltura naturale del Salento. Mentre tutto sembra remare contro, tra epidemie batteriche, crisi economica e attacchi al territorio, nelle campagne salentine c’è qualche testa dura che continua a resistere a tutto, principalmente alla tentazione di scappare via per sempre. Finora è stata una resistenza silenziosa, ma evidentemente i tempi sono maturi per alzare la testa e farsi ascoltare. Come nei movimenti storici più rispettabili, si parte dal primo atto politico: un manifesto, appunto.

Le fila di tutte le attività dell’agricoltura naturale locale sono riprese oggi dai ragazzi di Salento Km0, associazione già nota per la guida (omonima) alle aziende agricole sostenibili e alle antiche varietà autoctone. Quel lavoro di qualche anno fa è stato aggiornato e dal 1 giugno 2017 il nuovo libretto è disponibile in edicola con il nome di “Guida Salento Km0 – Coltivatori di cambiamento”. Vi troverete ben 40 aziende e un reportage fotografico per imparare a riconoscere i prodotti locali più antichi. Ma la vera novità della nuova guida è proprio il “Manifesto per l’agricoltura naturale” in essa contenuto: un documento che mette nero su bianco le regole per un’agricoltura sana, equa ed ecologica, scritto collettivamente e già sottoscritto dai produttori della Rete Salento Km0.

manifesto per l'agricoltura naturale del Salento

Come si sia arrivati a questo ce lo spiega Francesca Casaluci, cui abbiamo rivolto qualche altra domanda.

“Il Manifesto scaturisce da un’esigenza” spiega. “Dopo un anno di incontri e assemblee tra i produttori della Rete Salento km0, abbiamo sentito il bisogno di un gesto forte, in grado di rinsaldare i rapporti e la comune identità e che potesse, allo stesso tempo, trasmettere questa identità anche all’esterno. Da qui, grazie al prezioso aiuto di Città Fertile, abbiamo dedicato due giorni intensi alla scrittura di questo documento, che mette nero su bianco chi siamo e dove vogliamo andare”.

agricoltura-sostenibile

Chi garantisce che i firmatari rispettino gli accordi presi?

L’adesione è volontaria, ma impone la partecipazione ai momenti assembleari, in cui ci si conosce, ci si confronta e si sviluppano progettualità comuni anche nel segno della formazione per ciò che riguarda le pratiche di agricoltura naturale. Chi vuole imparare, chi ha bisogno di un supporto, viene aiutato e accompagnato. La garanzia diventa partecipata da un gruppo che si autoresponsabilizza, che apre i suoi campi e si confronta continuamente. Tra di noi ci conosciamo molto bene, sappiamo quali sono i punti di forza e di debolezza di ciascuno. C’è dialogo e ascolto. C’è solidarietà e mutualismo. All’interno di un sistema partecipato, non c’è spazio per i trucchi.

Come si potrà battere la concorrenza dell’agricoltura “tradizionale” che, appunto grazie all’uso della chimica, ha costi molto più bassi?

Credo che questo grande gigante dai piedi di argilla palesi di giorno in giorno le sue contraddizioni. La filiera “sporca” consuma il terreno sotto i suoi piedi e il prezzo basso è compensato da altissimi prezzi ambientali e sociali. Noi parliamo invece di “giusta remunerazione” per l’agricoltore, che non è solo produttore di cibo sano (che dunque fa bene e non fa ammalare), ma anche custode dell’ecosistema, del paesaggio, della biodiversità, della qualità dell’aria, del suolo e così via. I servizi ecosistemici che un’agricoltura naturale offre alla comunità, devono essere calcolati nel loro complesso. Inoltre, oggi il peso delle nocività sta diventando così opprimente che moltissima gente cerca cibo sano. Un altro beneficio della filiera corta è che il nostro denaro viene redistribuito in un circuito di prossimità e non finisce, ad esempio, ad una multinazionale estera che gestisce catene di centri commerciali, comprando i prodotti dall’altra parte del mondo.

Cosa può fare “politicamente” una rete come questa?

Può fare molto. La firma del Manifesto è un atto dal forte significato simbolico, ma è anche uno strumento per farsi riconoscere e autoriconoscersi come un gruppo attivo di cambiamento. Come al solito, il potere di fare o non fare sta tutto nelle mani dei singoli e questi, a volte, hanno bisogno di essere incoraggiati, di non sentirsi soli. Politicamente, questo gruppo ha fatto già molto e continua a farlo ogni giorno, costruendo un’economia sana e a misura d’uomo sul territorio e migliorando le sue condizioni ambientali e sociali. Siamo fieri di dire che, grazie anche a Salento Km0, in alcuni casi abbiamo visto l’abbandono dell’agricoltura convenzionale a favore di quella naturale. Un altro obiettivo, a cui stiamo lavorando tutti insieme, è quello della rigenerazione del suolo, in un territorio in cui la sostanza organica è pari a zero, con conseguenze a dir poco catastrofiche (vedi anche Co.Di.R.O.). Sono progetti incredibilmente ambiziosi ma, citando il Tao Te Ching: “Un albero il cui tronco si può appena abbracciare comincia con un minuscolo germoglio. Una torre alta nove piani comincia con un mucchietto di terra. Un viaggio di mille miglia comincia sotto la pianta dei tuoi piedi”. Bisogna avere il coraggio di sognare in grande.

Per approfondimenti visitate il sito www.salentokm0.com