Le migliori sagre del Salento

Le migliori sagre del Salento

Tra gli eventi del Salento, le sagre conservano un fascino che va oltre la semplice mondanità. Miscuglio di tradizioni e marketing territoriale durante l’estate se ne trovano a decine e il consiglio che vi diamo è quello di provare anche le più improbabili senza timori, anche solo per il gusto dell’avventura folkloristica. Se, invece, volete andare a colpo sicuro, ecco quelle che secondo noi sono le migliori sagre del Salento (in estate). Le date, tranne per alcune, cambiano continuamente: vi consigliamo, perciò, o di controllare il nostro calendario.

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Sagra dell’Insalata Grika e della Salsiccia
Martignano/ luglio

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Da quando la Pro Loco di Martignano ha deciso di desecretare la ricetta dell’insalata grika c’è stato un boom di vendite di ortaggi salentini. Ora facciamo un gioco. Ripetetene ad alta voce tutti gli ingredienti: pomodori, “minunceddhe”, peperoni, cipolla bianca, peperoncino piccante, rucola selvatica, olive nere alla capasa, capperi, origano, cacioricotta, olio d’oliva! Più forte. Ripetete ancora. Ora indossate un paio di ciabatte messicane, sbottonatevi la camicia, uscite per strada e continuate a urlare camminando. Se almeno una vecchia si affaccia con il borsellino in mano, il fruttivendolo è il lavoro per voi.

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Il Mercatino del Gusto
Maglie/ agosto

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In una provincia dove fra luglio e agosto spuntano sagre ogni giorno, a volte senza motivo – ricordiamo ad esempio la sagra “Te nu picca te tuttu” (trad. un po’ di tutto) -, il Mercatino del Gusto mette ordine come un architetto in una casa troppo piena. La selezione degli “espositori” è rigorosa e il centro di Maglie per cinque giorni cambia addirittura toponomastica al servizio dei sapori pugliesi: ci si può orientare, così, fra la via dei dolci, la via della pizza, la via della gastronomia, la piazza del vino e così via, fra incontri a tema, eventi musicali e cene speciali. Tenendo fede a una certa estetica “eatalyca” è sempre rispettato il principio dell’occhio che vuole la sua parte e il suo prezzo, ma sulla qualità non si discute. È sempre aperto, però, il dibattito sulle quantità fra “foodies” e semplici mangioni.

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Notte Verde
Castiglione/ agosto

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La capitale “bio” del Salento potrebbe essere Castiglione, minuscola frazione di un paesino del Capo (Andrano), già da tempo punto di incontro per diverse associazioni molto attive nel recupero della terra. Il compendio di questo fermento agro-sociale è proprio quest’evento, il più verde tra tutti gli appuntamenti salentini. Qui si possono trovare progetti legati all’agricoltura organica, alla bioedilizia, alla riconversione delle terre, alla riscoperta delle antiche varietà agricole. Si possono seguire diversi percorsi: la via della canapa, la via della biodiversità e dei frutti minori, la via del sale e quella dell’artigianato. E tra una canapa e l’altra…

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Sagra de lu Porcu Paesanu Pri Pri
Montesardo (Alessano)/ agosto

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“Pitte, friseddhe, marenna, uova a sciuscella, pupiddhi fritti e a sarsa, brudu du malepesce cu frizzuli, purpu cu le patate, gnummareddhi”. Non è una formula magica, è il menu di questa strana sagra del Capo di Leuca a base di carne di maiale e pasta fatta in casa. Per fortuna, per chi non vuole correre il rischio di essere trasformato in un maialino pri pri, si trovano anche cose più normali tipo pizze, arancini, rustici, calzoni e pittule condite con cavoli, peperoni, zucca, “samanteddha”, pizzaiola. Il vino è quello tipico “de la Parduidda”. Fave e cicorie, massa e ciciri, invece, per provare la rumorosa ebbrezza del porcu pri pron.

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Sagra della Municeddha
Cannole/ agosto

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Mangiare lumache è “tres chic” anche se qui non si chiamano escargots ma municeddhe e non vi vengono servite posate per sgusciarle. Niente panico, ci sono due modi per gustarle (soffritte con la cipolla e vari aromi, arrostito o al sugo) senza ingaggiare una frustrante lotta con l’invertebrato: il primo è consigliato a tutti i principianti e prevede che ci si avvalga di uno stuzzicadenti col quale infilzarlo e tirarlo fuori; il secondo metodo richiede anni di pratica perché bisogna creare un forellino nel guscio mordendolo con la punta di un dente per poi soffiare fuori la carne. Se non siete ancora convinti sappiate che a Cannole oltre ai molluschi trovate anche gli altri piatti tipici del Salento.

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Sagra te la Carne te Cavaddhru
Seclì/ agosto

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Leggevo che in questa sagra si consuma un intero cavallo. Ora i vegetariani staranno già facendo harakiri, gli animalisti staranno per lanciare una petizione, l’italiano medio sarà mediamente disgustato perché quest’animale così leggiadro non è mica cosa bella mangiarlo (fossi cavallo pregherei che non esistesse la reincarnazione, sia per motivi “intrinseci”, sia perché il rischio di incarnarmi nell’italiano medio mi farebbe soffrire anche di più). Qui a Seclì invece il cavallo è la specialità, se ne fanno bistecche e salsicce, se ne mangiano le interiora e il muscolo, con i famosi “pezzetti”. Con buona pace di tutti.

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Sagra te lu Purpu
Melendugno/ agosto

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“Lu purpu se coce cu l’acqua sua stessa” (il polpo si cuoce con la sua stessa acqua): l’usatissimo proverbio secondo il quale ognuno è causa del proprio male è solo uno dei tanti segni della presenza dell’Octopus Vulgaris – questo il suo nome scientifico – nella quotidianità dei salentini, che dei polpi sono anche super ghiotti. Lo stesso Umberto Smaila quando aprì il suo locale a Gallipoli era probabilmente incerto se chiamarlo “Polpo Grosso”. Perché, manco a dirlo, “lu purpu”, indica anche l’uomo (o donna) viscido che non ti smolla più, come quel salentino che ti racconta come lo si pesca, si ammazza e ti caratterizza in quanto “ommo”. Ma le meraviglie del polpo è meglio viverle che farsele raccontare e non c’è niente di meglio, per questo, della nota Sagra te lu purpu, di certo tra le migliori sagre del Salento. Vi ci mandiamo a polpo sicuro.

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Festa te lu Contadinu
Serrano (Carpignano Salentino) / agosto

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Applausi alla proloco di Serrano: stands ben organizzati (poche file) e piatti tipici a base dei prodotti del contadino. Oltre al classico panino con la “servola” (salsiccia) o coi pezzetti di cavallo e alle fumanti “pittule” (frittelle salate) alla pizzaiola, assaggiate i “pimbitori schiattarisciati cu la cucuzza e li pipirussi siccati” (pomodori soffritti con zucchine e peperoni secchi), o i “minchiareddhi cu li coppuli” (pasta casereccia con pomodoro e ricotta forte). Di scena sul palco la musica popolare, suonata dal vivo dal gruppo di turno.

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Sagra delle Quattro Pignate
Tiggiano / agosto

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Il paese viene diviso in quattro parti e ad ogni zona viene assegnato un set di piatti tipici per mettere alla prova dei fornelli ogni mamma e nonna degne di questo titolo. Il risultato è da competizione gastronomica, da revisione sulla legge del lavoro e probabilmente da riordino del concetto di standard igienici. Ma, come dice il detto, “con la panza piena non si fanno rivoluzioni”. Narcotizzati dai sughi e dai profumi tutti mangiano e nessuno pone domande.

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Festa te lu Mieru (Sagra delle Sagre)
Carpignano Salentino /settembre

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Nei miei ricordi questa sagra, che conclude ufficialmente l’estate salentina, si carica di immagini dalle tinte forti. Da una parte la frustrazione per la fine della bella stagione e l’inizio di un nuovo anno scolastico; dall’altra la promessa di un’ultima occasione di feroce baldoria. Arrivati in piazza, a Carpignano, ci si abbevera agli stand e ci si butta nei balli, per strappare l’ultimo sorso alla vita, l’ultima promessa alla donna che amiamo, bella e sbronza almeno quanto noi. All’ora stabilita comincia la guerra coi lacci (il sedano, ndr) e si finisce vestiti nella fontana dove scorre il vino. Del doman non v’è certezza, ma attenti al ritiro della patente per guida in stato d’ebbrezza.