Labels #3. Campagna, surf, party in spiaggia nei dischi della Lobello Records

Labels #3. Campagna, surf, party in spiaggia nei dischi della Lobello Records

Terza puntata delle nostre esplorazioni alla scoperta della discografia made in Salento. Dopo Loyal To Your Dreams e HHabitat Records, stavolta siamo andati a fare visita a Tobia Lamare, nostra vecchia conoscenza (qui una vecchia intervista), per parlare della sua label, la Lobello Records. Questa piccola etichetta si differenzia dalle altre perché non ama inseguire l’hype e le mode, punta solo a cogliere le buone vibes della musica, meglio se in sintonia con quelle della natura e del mare.

Ha già prodotto un buon gruzzolo di dischi e qui Tobia ci svela le novità per il 2017. Naturalmente non manca uno sguardo critico sulla situazione locale. E infine abbiamo scoperto che le labbra screpolate non c’entrano affatto. Quindi niente burrocacao, semmai una predilezione per la lacca, ma una in particolare.

tobia lamare 3

Da quando esiste e come è nata Lobello Records?
Lobello Records è nata nel 2009. Ero in giro per cercare un nuovo contratto per il mio disco (“the party”) e non trovavo nessuno che fosse in linea con le mie scelte musicali. Avevo voglia di una mia identità e di creare un network tra musicisti indipendenti che potesse andare oltre l’aspetto discografico. Poi la crisi dei negozi di dischi rendeva sempre più ridicolo il contratto classico sulle vendite, perché l’unico modo per vendere il rock’n’roll è ai concerti. Così ho pensato di aprire un’etichetta prendendo in prestito il nome della Masseria in cui abito e dove coltivo la terra con il metodo biologico. È anche il posto dove ospitavo e continuo a ospitare artisti e residenze artistiche, quindi perché cercare qualcosa di lontano dalla campagna, dal mare e che non sentiva l’urgenza di alcuni tipi di sonorità vicino la mia?

Mara-simpson

Mara Simpson

Qual è la musica preferita da Lobello?
Prima di tutto dev’essere suonata bene e fatta da musicisti. In genere è fuori moda, o meglio: la contemporaneità non è fondamentale. È una musica che viene dagli Stati Uniti, dal blues al funky, al surf rock, passando ogni giorni per tutte le derive del soul, del jazz. Ovviamente io sono figlio di una Camden Town degli anni ’90, dei mods, del punk, del british rock e pop, ma tutto questo ha sempre radici nel Mississippi, nel Delta, in quelle ballate irlandesi imbastardite dalle pentatoniche.

Cosa ispira la Lobello Records, oltre la musica?
Il mare, la natura. Abbiamo una forte connessione con il mare. Negli ultimi anni l’etichetta è diventata un network di artisti legati al mondo della surf culture.  Le nostre feste, i concerti, i dischi hanno sempre un legame con le onde. Il nostro partner numero uno è SURFINSALENTO con cui abbiamo prodotto un documentario in Irlanda e una residenza artistica. Promuoviamo una ricerca che studia le connessione tra l’acqua e l’arte e stiamo ora lavorando per una seconda residenza artistica a Lecce per l’autunno 2017.

lobello records surfinsalento

Facciamo una panoramica sugli artisti già prodotti.
Oltre ai miei tre ultimi dischi ci sono anche quelli di Spread Your Legs, Verardi e Ancona, Red Kid (IRL), Sweet Little Lies (IRL), Big Ska Swindle Band, collaborazioni come per i Muffx, Mara Simpson, Atollo 13, Screaming Gun, Francesco Fonte Band. Ma oltra ai dischi abbiamo prodotto soprattutto tanti party e quindi non posso non menzionare i dj della Tardam Records (dj Gofrry) e della Acid Jazz Records (Eddie Piller, Dean Rudland, Snowboy) che sono venuti a suonare da noi.

Parlaci delle uscite del 2017, puoi farti pubblicità.
Sta finalmente arrivando il vinile del mio disco, uscito solo in digitale per ora, Summer Melodies. In uscita fisica anche “Monster of positive Rays” degli irlandesi Red Kid, loro sono un punto di riferimento per la scenda indie di Dublino, negli ultimi anni hanno avuto un paio di brani in classifica ed hanno suonato in giro per l’Europa. Hanno una potenza ed un energia incredibile, hanno forti influenze dei Beach Boys e dei Beatles, passando per i Blur e per il rock degli anni ’70.

È quasi pronto anche il primo disco di Zeman, “Musica per adulti” che invece vira su atmosfere alla Nick Cave e di colonne sonore anni’70, non disdegnando qualche riferimento new wave.  In più, stiamo lavorando su altre tre uscite ma che non sono state ancora programmate.

lobello records copertine

Lo sguardo di Lobello sulla musica nel Salento.
Non credo si possa fare più un discorso geografico della musica. Specie per noi, adesso non ha molto senso. Il Salento ha sempre avuto ottimi musicisti, non sempre grandi compositori. La voglia di uscire a tutti i costi da questa terra o la voglia di emergere ha sempre portato a una ricerca sfrenata di sonorità radiofoniche e contemporaneamente cool per non accorgersi che si stava suonando comunque un giro di Do. Mi trovo a mio agio tra i cugini de La Rivolta Records e tra le sue band che comunque hanno una bella attitudine rock’n’roll.

Ci manca ancora qualcosa o l’essenziale c’è tutto?
Come dice il mio amico Don Pasta: di quello che c’è non manca niente. A volte bisogna sapersi accontentare e cercare di sfruttare le nostre risorse. Il Salento è una terra artisticamente frammentata dove ognuno ha il proprio orticello innaffiato da un finanziamento, da privati, da un giro di locali e animato il più delle volte da invidia e diffidenza. Questo fa parte del gioco di una provincia Springsteeniana come la nostra, ma ho sempre preferito questo agli squali “milanesi”, come negli Stati Uniti meglio la provincia che New York. Sfruttare le risorse della provincia e del nostro territorio è una cosa che compete in primis noi artisti o organizzatori. Fino a quando non ci sarà un dialogo sincero e i promoter non avranno un atteggiamento leale tra di loro non ci sarà crescita.

lobello records red kid band

Red Kid

Cosa chiederesti al futuro sindaco di Lecce (viste le imminenti elezioni 2017)?
Un atteggiamento positivo verso la città. Una ricerca delle nostre vere e grandi risorse: la natura e la gente. Un tentativo di coinvolgimento della popolazione nell’amministrazione della città. Ognuno di noi dovrebbe rendersi parte attiva insieme al nuovo sindaco, chiunque esso sarà. Dobbiamo fare, chiedere e il sindaco deve ascoltare e vedere. Vedere oltre quello che di finto è stato costruito e sentire il dolore dell’emarginazione. La periferia è quello che per anni non hanno voluto vedere ma che tutti conoscono; le nostre marine stuprate e corrotte, vestite di intonaci sgretolati nel mare adriatico. Non bisogna solo chiedere ma bisognerebbe dire: sindaco noi stiamo facendo questo. Lo fai con noi? Perché fino ad ora siamo stati soli.

E invece cosa vorresti da San Remo 2017 (ah ah ah)?
Vorrei che ritornassero in voga: la lacca di Toto Cutugno, i reggiseni anni ’70 e uno strafatto come Vasco Rossi in Vado al Massimo.