Labels #1. La musica e l’arte di Loyal To Your Dreams

Labels #1. La musica e l’arte di Loyal To Your Dreams

Abbiamo deciso di fare un giro tra le etichette discografiche salentine – o quanto meno con un certo “legame di parentela” con noialtri. Abbiamo cominciato da questa, che già ci aveva incuriosito dall’uscita del disco d’esordio di Matilde Davoli, sia perché mai sentita prima (la label), sia per il nome, che più che un nome è un manifesto: Loyal To Your Dreams. L’etichetta ha base a Londra, ma abbiamo scoperto che i tizi sono salentini. Così abbiamo fatto due chiacchiere con Morekid, che ci ha spiegato con sorpresa che l’etichetta non tratta solo di musica, ma anche di arte.

 


Quando e come è nata Loyal To Your Dreams?
LTYD è un desiderio segreto, coltivato a lungo. Inizialmente inconsapevole, l’idea di questa label nasce nel 2001 durante un viaggio per l’Europa. L’incontro casuale di un giovane ragazzo e spirito europeo di nome Nic che aveva tatuato sul polso “Stay loyal to your dreams”. Ci è piaciuto vedere in quest’anima un guardiano dei sogni e delle pulsioni associate alla musica e all’arte. In un mondo in cui una vita creativa è difficilmente sostenibile, il messaggio di una lotta positiva per supportarla è poi diventato una guida consapevole per alcuni di noi e la label è una delle declinazioni possibili di questo messaggio.

Una net label o stampate pure?
Una “label” vera e propria che funge da ombrello a più forme di creatività, usando ogni medium che sia ritenuto appropriato in base al progetto. La pubblicazione di contenuti in digitale è spesso la soluzione più versatile e richiesta ma riduce all’osso l’esperienza dell’opera rendendo casuale il contesto di fruizione che in molte occasioni è fondamentale. Mi riferisco ad esempio, al valore del packaging di un disco fisico o all’esperienza di osservare una stampa fotografica dal vivo invece che filtrata dalla risoluzione e dimensione di uno schermo.

Chi avete prodotto sinora e di che generi vi occupate?
La prima uscita è stata Matilde Davoli con il suo primo disco solista “I’m Calling You From My Dreams”.

Non potevamo sperare in una prima uscita migliore e no, non abbiamo influenzato la scelta del titolo!
Adesso siamo in procinto di far uscire una stampa fisica di un’opera d’arte visiva di Charlie Davoli. Condivide il cognome d’arte con Matilde perchè sono 2/4 della band Studiodavoli, solo che lui ha virato sull’arte visiva digitale usando Instagram come piattaforma.

Ma da quando un’etichetta discografica si mette a stampare quadri per artisti?
Infatti, come sarà ormai chiaro, non si tratta di un’etichetta discografica, ma di un’etichetta artistica in senso più ampio, un marchio.
Il legame con la musica è comunque forte. Charlie ad esempio riconosce in questa la sua grande fonte di ispirazione e nei mondi surreali visti sulle copertine dei dischi che lo hanno accompagnato finora, dagli anni 70 ad oggi.
La proposta che gli abbiamo fatto è stata di portare in vita una delle sue opere, migrare dal mondo del piccolo formato di Instagram al mondo fisico e reale. A noi piaceva l’idea di premiare tutti quelli che lo seguono su Instagram creando per loro una stampa fisica 50x50cm di una delle sue opere più apprezzate. Abbiamo quindi concordato insieme un set di lavori dal nome “Phase in to life” che lui ha pubblicato sul suo profilo nel corso di alcune settimane. Alla fine di questo processo è stata selezionata per la stampa l’opera con più feedback positivi. Questa qui:


Stiamo mandando in stampa l’opera in questi giorni, fine art 50x50cm come dicevo, in edizione limitata di 50 copie. E’ il caso di aggiungere che ogni stampa sarà numerata, titolata e firmata da Charlie, dando quindi valore all’oggetto e avvicinando ulteriormente l’autore a tutti quelli che ne prenderanno una. L’opera sarà disponibile a breve sul nostro sitobandcamp. Potete visionare tutti gli altri lavori (del set e non) sul profilo di Charlie.

Quali le vostre fonti di ispirazione oggi?
Ok, parlare di fonti di ispirazione per un’etichetta non è consueto, ma mettiamola così: sicuramente siamo affascinati dall’esplosione di arte che il digitale ha permesso, la grande esposizione che ne consegue.
Su tutto, siamo ispirati dalla ricerca di quella scintilla di creatività che alcuni individui sembrano possedere. Dall’aura magica di alcuni lavori che riesce a stimolare più a fondo del solo piacere sensoriale e cerebrale.
Ci ispira difendere queste due cose e aiutarle a stare in piedi. L’universo della musica è quello messo peggio al momento, quindi immagino che le pubblicazioni in futuro saranno sbilanciate a favore di questo.

E In Italia cosa c’è di buono secondo voi nell’ambito della musica indipendente?
Forse suonerà strano, ma c’è parecchio. Il grosso riassumibile in due aree principali: il sottobosco di talenti nella musica elettronica indipendente; un’attenzione crescente verso la qualità della produzione audio, dall’alternative di respiro internazionale al cantautorato made in Italy.
Va sottolineato che in Italia non è mai mancata la spinta creativa o la scintilla, semmai è mancata la visione, l’audience, i mezzi e le strutture di sfogo.
C’è quindi il gettito artistico costante di poche ma persistenti stelle che perseverano nella produzione di dischi, spesso e purtroppo poco visibili all’estero e, ancor più grave, in Italia.

E invece cosa c’è di buono, da salvaguardare e coltivare, qui nel Salento?
Il Salento ha una concentrazione alta di persone che riescono a produrre lavori magici. Appunto, manca tutto il resto. Avendo un debito di sangue, vogliamo fornire supporto ad alcune di queste, realizzando insieme qualcosa di unico. La fruizione dell’arte è ora fortemente delocalizzata quindi l’idea è di pubblicare contenuti per un bacino italiano ed estero indifferentemente.
Ad esempio, nel caso di Matilde Davoli abbiamo investito in promozione all’estero più che in Italia, essendo il resto del mondo molto più ampio.

Avete puntato gli occhi su qualcuno?
Si ma non possiamo dirlo! Ancora non ci siamo fatti avanti, sarebbe come in terza media ed essere costretti a scrivere sulla lavagna il nome della persona amata.

Il vostro è solo un hobby o pensate che un giorno potrete essere dei discografici a tempo pieno?
Pensiamo che sia più una vocazione. Sicuramente questa attività per ora non risponde alla necessità di “fare impresa”. Allo stesso tempo non la prendiamo a cuor leggero, le risorse sono limitate ma stiamo curando con gran dettaglio ogni uscita, con una passione che va ben al di là dell’hobbistica.

Meglio Londra o la provincia (sud)italiana?
Sarebbe bello il teletrasporto.