La vita spericolata del Cinema del Reale: intervista a Paolo Pisanelli

La vita spericolata del Cinema del Reale: intervista a Paolo Pisanelli

Da mercoledì 18 a sabato 21 luglio si rinnova a Specchia l’appuntamento con La Festa di Cinema del Reale 2018, l’evento dedicato al cinema documentario e agli scambi creativi che trasforma uno dei borghi più belli d’Italia nella cittadella delle arti audiovisive e performative. Alla guida c’è Paolo Pisanelli, instancabile direttore artistico. Ecco cosa ci ha raccontato.

Quindici edizioni sono tante. Qual è il segreto?

Siamo molto felici di questo traguardo. È un lavoro che oggi non è da tutti, perché è davvero difficile far crescere un evento culturale. Lavoriamo sui luoghi e forse è questo il segreto di Cinema del Reale. Non siamo un evento mordi e fuggi, ma vogliamo costruire reti e relazioni sul territorio e valorizzare il territorio stesso.

Per convincere un ospite importante a venire a Specchia cosa gli racconti?

Guarda, è un evento che convince solo a vedere le fotografie. Basti sapere che tanti sono stati gli ospiti eccezionali in questi anni e tanti quelli che sono poi ritornati. Lo stesso Lech Kowalski continua a portare in giro per l’America la maglietta di Cinema del Reale. Poi ovvio che c’è il mare e ci sono i luoghi che attraggono, ma c’è soprattutto la nostra valorizzazione dei percorsi creativi sia che siano grandi personaggi che debuttanti assoluti.

Il festival è sempre stato completamente gratuito, ma che tipo di investimento richiede un festival del genere?

La Festa del Cinema del Reale è spericolata anche dal punto di vista economico. Perché, essendo una festa, vogliamo che tutti partecipino e mettere uno sbarramento toglierebbe forza alla festa stessa. Chiaro che poi è difficile. Proviamo sempre a chiedere un sostegno alle persone attraverso il merchandising, ma è una scommessa che va mantenuta così, libera, perché le idee e le storie devono circolare libere. Riguardo all’investimento, spendiamo circa 100.000 euro ed è molto poco rispetto a quello che mettiamo in campo. Spesso altri direttori artistici si meravigliano, ma possiamo per fortuna contare su tanti artisti e collaboratori che ci vogliono bene e pur di lavorare con noi accettano dei gettoni minimi,  quello che poi che ci permette di organizzare questa grande festa.

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Facce, guerre e mutamenti sono i temi di quest’anno. Perché?

Perché ci sono film e mostre che parlano di facce, affacci, di storie di migranti, mutamenti e, soprattutto, di guerre, perché siamo sempre in guerra, una guerra che spesso è sociale e si gioca sulla pelle di chi è più povero. Fare cinema del reale è un modo di vivere e preoccuparsi della giustizia sociale, non chiudere gli occhi quando c’è chi viene maltrattato e gli viene negata una possibilità di vita. Perché noi italiani dovremmo imparare a mettere i nostri cuori in ballo, perché non ci meritiamo dei politici così gretti che conducono il gioco di questa intolleranza insopportabile.

Talvolta però il reale spesso non coincide con la verità. Sei d’accordo?

Il reale non è la realtà, che invece contiene tanti punti di vista e sguardi. Molti film sono cose personali, mockumentary, falsi documentari, film di finzione che utilizzano l’immagine sporca per dare un effetto di realtà. Bisogna sempre aprire gli occhi per capire cosa stiamo vedendo e cosa ci stanno raccontando. Ma quando c’è una verità in un film si sente e viene fuori e credo che questo i nostri spettatori lo vedranno.

Quali le novità di quest’edizione?

Intanto siamo in tre castelli. Cominciamo a Corigliano con la grande esibizione di William Klein, poi Specchia 4 giorni con tante proiezioni e tanti percorsi che si intrecciano, infine Andrano con Barezzi Festival. La novità però è che ci sono tantissime novità e vi invito a scoprirle nel programma che trovate sul nostro sito. Vi aspettiamo!

SP