Le dieci spiagge libere più belle del Salento

Le dieci spiagge libere più belle del Salento

Sono tanti i posti dove fare un bel bagno nel Salento, molti ormai sono attrezzati e hanno perso il fascino selvaggio di un tempo. Ci sono ancora però alcuni luoghi imprescindibili, oasi naturalistiche che nonostante tutto conservano la propria originale bellezza. Ecco, quindi, la nostra selezione delle dieci spiagge libere più belle del Salento. Forse non riuscirete a vederle tutte, ma siamo certi che tornerete a trovarle.

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Baia dei Turchi

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Dove ora serenamente prendono il sole centinaia di bagnanti sei secoli fa sbarcarono circa 18 mila turchi male intenzionati. Il loro scopo era impossessarsi della città di Otranto e convertire la popolazione all’islamismo con le cattive. La cosa non andò a genio agli idruntini e furono circa 800 a morire per protesta. Oltre all’interesse storico però, la baia possiede un grande valore naturalistico. È per questo che una battaglia altrettanto accesa, ma per fortuna senza armi né defunti, va avanti da qualche anno fra ambientalisti e alcuni imprenditori da stabilimento balneare. La spiaggia (anche se non tutta) è ancora libera, l’onore è salvo.

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Baia di Torre dell’Orso

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Si narra di due sorelle che fra queste acque vollero trovare distrazione dalle fatiche del lavoro. Nonostante il mare in burrasca, una di loro si gettò in mare, ma venne risucchiata dalle onde. E nel tentativo di salvarla anche l’altra morì. Così gli dei, commossi da questo atto d’amore, le trasformarono nei due faraglioni a pochi metri dalla riva, che lì sembrano ancora volersi abbracciare. La spiaggia purtroppo è quasi sempre strapiena di gente, ma per raggiungere a nuoto le “due sorelle” molti sono disposti a sfidare ombrelloni e racchettoni.

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Lido Degli Angeli

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Dune alte, sabbia finissima e mare limpido soprattutto nei giorni di tramontana. Con lo scirocco invece le onde tendono ad essere minacciose, anche perché dopo pochi metri l’acqua diventa abbastanza profonda. Perciò, se avete la statura dell’italiano medio e non sapete nuotare, meglio rimanere sul bagnasciuga.

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Porto Selvaggio

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La chiamano spiaggia, ma qui di sabbioso non c’è quasi niente. L’unica cosa che richiama vagamente il concetto è una piccola striscia di pietre ammucchiate, indegne della meravigliosa scogliera e tutto ciò che le circonda. Dopo aver rischiato di rotolare giù per la discesa del parco naturale che vi separa dal mare vi troverete davanti a uno dei posti più incontaminati della penisola. Nonostante la marea di gente e pasta al forno ammassata nella pineta, il bagno in quest’acqua cristallina è un piacere che rimane inattaccabile.

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Pescoluse – Le Maldive del Salento

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Fino a poco tempo fa Pescoluse era una delle zone più incontaminate sia dal punto di vista commerciale che naturalistico. Su sei chilometri di costa gli unici ombrelloni issati erano quelli delle famiglie con figli e nonni a carico e i parchimetri erano ancora considerati un aggeggio futuristico. L’acqua celestina, la schiera di dune fiorite, la consistenza finissima e il colore dorato della sabbia le sono poi valse l’accostamento alle Maldive. Poi sono arrivati permessi e stabilimenti, sebbene fra i meno invadenti d’Italia. Il cartello “spiaggia libera attrezzata” non vi tragga in inganno, però. Potete sì posare l’asciugamano e fare il bagno dove vi pare, ma tutto il resto sarà come il mare che avrete di fronte: salato.

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Ponte Ciolo

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Gettarsi da un cavalcavia alto circa 30 metri di fronte ad una folla incuriosita che incorona ogni giorno nuovi idoli è certamente una ghiotta occasione per gli spiriti più egocentrici e coraggiosi. Certo, è l’unico sport estremo che si può fare gratis e, soprattutto, godendo di una vista mozzafiato. Il Ciolo è una sorta di canyon nel quale è possibile scendere attraverso una serie di scalette costruite sulla roccia. La scogliera a picco sul mare possiede, inoltre, una grotta che è possibile attraversare a nuoto, raggiungendo il cuore della montagna sovrastane. Non dimenticate la fotocamera.

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Porto Badisco

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Leggenda, storia, natura. Non ci potrebbe essere posto più ad adatto nel Salento per un depliant da agenzia turistica di Porto Badisco. Virgilio fa sbarcare il nostro propro-zio Enea qui, nel suo viaggio da esule verso il Lazio. Poi la storia, con i graffiti neolitici della Grotta dei Cervi, così unici e così pop che la rappresentazione stilizzata dell’uomo diventa l’adesivo che trovi appiccicato sul retro di ogni macchina targata LE. E infine la natura, con le conche di sabbia e scogli che da La Fraula in poi vi offrono davvero un gran bel blu per fare splash.

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Punta Pizzo

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In pieno stile caraibico, mare compreso, l’area protetta di Punta Pizzo è uno dei polmoni verdi del Salento. L’acqua cristallina, la scogliera bassa che si alterna a tratti sabbiosi e una fitta pineta ne fanno uno dei luoghi più apprezzati del litorale. Al suo interno c’è anche il lido attrezzato Punta della Suina (il parcheggio si paga 5 euro per tutta la giornata). L’affollamento potrebbe dar noia, ma oltrepassando il baretto e gli scogli, sulla sinistra si apre una lingua di sabbia lunga circa un chilometro. Al naturale.

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Roca Vecchia – Grotta della Poesia

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Fate un bagno tra le calette di questo angolo di Salento o tuffatevi a capofitto dalla scogliera nell’Adriatico, e poi già che ci siete immergetevi nella storia dei popoli che hanno abitato queste terre. A due passi dal mare il parco archeologico di Roca Vecchia racconta le vicissitudini dei fieri Messapi, mentre tra i resti delle fortificazioni medievali e vicino ai ruderi del castello a picco sul mare può capitare di sentire ancora l’urlo di terrore “Mamma li Turchi!”. Imperdibile un salto di oltre cinque metri nelle acque cristalline della Grotta della Poesia, ma occhio alle “panzate”!

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Torre Sant’Andrea – Conca Specchiulla

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Immaginate una roccia talmente friabile da permettere ai pescatori di lavorarla e modificare la costa, creando insenature e ricoveri sia per le barche che per se stessi. Roba che oggi sarebbe assolutamente da galera. Ma quell’illegalità ingenua e spontanea ha contribuito a creare uno dei posti più caratteristici della provincia. Nota soprattutto per i faraglioni che si ergono dall’acqua cristallina, più volte bandiera blu, Torre Sant’Andrea ha conservato il clima familiare del vecchio villaggio di pescatori. Poco più in là, percorrendo a piedi il tratto di scogliera che costeggia la pineta, vi imbatterete in una gigantesca rientranza a U a picco sul mare. Il fondale è tutta sabbia e nelle giornate di scirocco (evitate la tramontana) l’acqua ha un colore così limpido che vien voglia di gettarcisi col paracadute.

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Tante altre spiagge e posti del Salento sono su http://urkaonline.it/posti-salento/

Per altre informazioni e speciali come “Le dieci spiagge libere più belle del Salento” potete leggere la nostra guida cartacea al Salento (del 2011) online e gratis qui! O scaricarla qui (tasto destro del mouse + salva link con nome)