Folk rock e tamburo giapponese per la notte meticcia della Taranta

Folk rock e tamburo giapponese per la notte meticcia della Taranta

Un felice paradosso prodotto dalla musica, porterà anche quest’anno centomila persone in un paesino di meno di duemila anime. Arriveranno a Melpignano, cuore del Salento greco, il 27 agosto per la quattordicesima Notte della Taranta. A dirigere la grande orchestra popolare, per il secondo anno sul palco dell’ex convento degli Agostiniani, torna Ludovico Einaudi. Il compositore torinese ripete l’esperienza di maestro concertatore “contento e onorato”, convinto di vivere un’esperienza che sta segnando profondamente il suo percorso artistico. “Una conferma è arrivata anche dal doppio concerto tenuto con l’orchestra della Notte della Taranta al Barbican Centre di Londra, pur conoscendo molto bene il pubblico inglese non ho mai visto tanta attenzione e tanto entusiasmo”.

E così, pubblico arriverà anche da Londra, prevede il maestro, per assistere a questo secondo capitolo della sua esplorazione. “Seguirò la linea della continuità rileggendo il repertorio tradizionale con attenzione al mondo contemporaneo, dando risalto agli elementi classici della musica salentina, dai colori agli strumenti alle voci con ospiti che creano connessioni e ponti con altre culture. In particolare con le mediterranee ma con un ulteriore allargamento, ispirato ancora una volta dalla potenza, grandiosità e semplicità delle masserie”. Al suo fianco, percorrendo il senso sonoro del contemporaneo ha voluto ancora il polistrumentista e dj turco Mercan Dede con i suoi Secret Tribe e una serie di ospiti che diversamente hanno ragionato su repertori tradizionali. Ci saranno i Chieftains con il loro folk rock e quasi cinquant’anni di storia musicale sulle spalle, il duo composto da Justin Adams, grande chitarrista blues e il virtuoso di nyanyeru, il violino del Gambia, Juldeh Camara. Seguendo la linea percussiva che dal tamburello porta al taiko, tipico tamburo giapponese ci sarà il compositore e multistrumentista Joji Hirota con i Taiko Drummers e il cantante flamenco Diego El Cigala. Ritornerà anche il suonatore di kora maliano, Ballakè Sissokò, come riconfermata è la presenza dei Sud Sound System.

Dall’11 al 25, lungo i paesi della Grecìa Salentina e, da quest’anno, anche a Lecce sono in programma, come di consueto i concerti del festival itinerante con i vari protagonisti della serata finale con progetti speciali condivisi con musicisti e gruppi salentini. Insomma, un cast molto composito anche perché è lo stesso Einaudi che paragona la scelta degli artisti a un casting cinematografico: “Occorre trovare gli interpreti giusti per i vari ruoli”. Il festival sarà dedicato al cantore Uccio Aloisi, scomparso lo scorso ottobre in particolare ricordato dal presidente della Regione, Nichi Vendola che aggiunge: “La tragedia norvegese, in questi giorni, nasce dall’orrore del multiculturalismo. Qui, con la Notte della Taranta l’operazione va in senso opposto, va verso la contaminazione delle culture”.

Non solo, come ricorda l’assessore regionale alla Cultura, Silvia Godelli, “la taranta ha portato bene alla Puglia e al Salento in questi anni” e più in generale a una politica culturale che, spiega Sergio Blasi tra i fondatori del festival, “dimostra quello che si potrebbe fare in un Paese come l’Italia se solo si investisse su un settore capace di dare lavoro ed occupazione”. Il festival, il cui direttore artistico è Sergio Torsello, è organizzato dalla Fondazione La Notte della Taranta con il sostegno di Regione Puglia, Provincia di Lecce, Unione dei Comuni della Grecìa, Istituto Diego Carpitella e sponsor privati.

(da bari.repubblica.it)