Vinicio Capossela in “Planctum per alberi uomini e bestie”
13 lug
sabato
19:00
30

Vinicio Capossela in “Planctum per alberi uomini e bestie”

Vinicio Capossela suona per gli ulivi, tra gli ulivi. Un’iniziativa dell’associazione Onlus “Save the Olives” che promuove buone pratiche agricole e tenta di salvare antiche piante malate con l’innesto.

Alle 19 in località Matine, a Tiggiano (Le), Vinicio Capossela si esibisce dal vivo con lo spettacolo “Planctum per alberi uomini e bestie”, concerto unico, site specific, creato con le canzoni di Ballate per uomini e bestie, ultimo album del cantautore salentino d’adozione, e con altre sorprese in scaletta.

Il disco, “Ballate per uomini e bestie”, vincitore del Premio Tenco 2019 come miglior disco in assoluto, è un’opera di grande forza espressiva che guarda alle pestilenze del nostro presente travolto dalla corruzione del linguaggio, dal neoliberismo, dalla violenza e dal saccheggio della natura. Tra i quattordici brani che compongono l’album non mancano poi canzoni ispirate alla grande letteratura, da testi medievali alle opere di poeti amati come Oscar Wilde e John Keats

All’evento ha anche aderito il poeta, drammaturgo e regista Cosimo Damiano Damato che, per l’occasione, ha scritto lo short reading “Ulivi, odore di Getsemani” che andrà in scena prima del live di Capossela.

Damato racconterà la sacralità della madre terra di Puglia attraverso un viaggio elegiaco scandito dalle incursioni della chitarra del virtuoso Michele Liso per muovere la narrazione del “sacro ulivo” su un canovaccio emozionale tessuto fra poesia e musica mediterranea. Il recital si apre con il monologo “Olio Divino” (scritto da Damato nel 2009 e già portato in scena, tra gli altri, da Arnoldo Foà, Michele Placido e Alessandro Haber). Il recital attinge anche dai versi “Piantatori di alberi” dello stesso Damato, da “Un albero soltanto” di Erri De Luca, “Quattro giorni laggiù nel Salento” di Tonino Guerra, da “Succhà” di Antonio Infantino e dal reportage civile “Silenzio, qui si muore” dello scrittore Agostino Petroni. “Questo recital – spiega Damato – racconta un’avventura fatta di odori, di fragranze, un fascino olfattivo per voce densa e strumenti figli degli alberi, una poesia che ci riconduce alle nostre origini”.         

Saranno inoltre allestite alcune opere del fotografo Ugo Ricciardi (messe all’asta per beneficenza), artista italo-svizzero, nato a Torino nel 1975.

Attivo da circa 15 anni in ambito internazionale ha esposto in collettive e personali. Stimolato dai costanti viaggi in Africa e negli Stati Uniti, avvia una produzione di progetti attraverso i quali affronta i temi della caducità dell’esistenza. (…) I fasci di luce che sfuggono e circondano gli ulivi celebrano una volta di più la luminosa resistenza delle forze della natura in lotta con la notte dei tempi attuali.

Info: 320 1116505