Don Pasta presenta in tre tappe il suo primo documentario “I Villani”

Don Pasta presenta in tre tappe il suo primo documentario “I Villani”

Dal 16 al 18 dicembre approda a Calimera (domenica 16), Lecce (lunedì 17) e Grottaglie (martedì 18), “I Villani“, esordio cinematografico di Daniele “Donpasta” De Michele, prodotto da Malìa in collaborazione con Rai Cinema e distribuito da ZaLab.

Dopo il successo ottenuto alla quindicesima edizione delle Giornate degli Autori alla 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e l’anteprima al Festival OFFF di OtrantoDaniele De Michele con il suo documentario è in giro per un tour di presentazione nazionale e internazionale. Appuntamento domenica 16 dicembre (ore 19 – info 3386606640) al Cinema Elio di Calimera (con le fritture di Pino De Luca Assunta Rugge), lunedì 17 dicembre (ore 21 – info 0832390557) al DB D’Essai di Lecce (con la partecipazione di Nandu PopuPierpaolo Lala e Salento Km) e martedì 18 dicembre (ore 20:30 – info 3487954214) nello spazio “Piazza Viva Grottaglie” (con la testimonianza del pescatore Santo Galasso, tra i protagonisti del film) all’interno del mercato coperto in via delle Torri, come anteprima della rassegna “La Notte dei Briganti“, promossa da Sud in Movimento.

Una giornata dall’alba al tramonto, un gruppo di “villani”, contadini, pescatori, allevatori che da Nord a Sud condividono la stessa passione per la Natura e lo stesso amore per le antiche tradizioni culinarie. C’è Totò contadino-filosofo di Alcamo che produce grani duri antichi siciliani, che sottolinea il paradosso che quasi tutti i preparati tradizionali sono fuorilegge; ci sono a Taranto Santino e Michele pescatori con le nasse e allevatori di cozze che affermano nella loro fatica quotidiana il desiderio di libertà e indipendenza da ogni padrone; anche Modesto e Brenda, nel Sannio in Campania, caparbiamente portano avanti il loro allevamento di mucche e capre tra burocrazia soffocante ed epidemie nel bestiame; infine Luigina vede la propria realizzazione di donna non nell’ambito domestico ma nel continuare a credere nella “sua” terra in Trentino, nelle sue pecore, nei suoi semi non ibridi che possono riprodursi nella loro biodiversità.
Un Quarto Stato anacronistico ma rivoluzionario nella fede nella Natura, nella solitudine del giusto che lotta contro l’omologazione, la globalizzazione, la spietata legge del mercato. (da Sentieriselvaggi.it)