Cosa fare nel Salento in primavera: camminare, pedalare, mangiare (e poco altro)

Cosa fare nel Salento in primavera: camminare, pedalare, mangiare (e poco altro)

Il Salento in primavera è davvero fantastico, se hai più di 50 anni. Puoi venire a rigenerarti e stare in pace con te stesso immergendoti nel silenzio e nei colori della natura del posto, tra campagna e mare. O esplorando antichi borghi assolati e scarsamente popolati, e perlopiù da giovinastri sulla settantina, perlopiù maschi in sovrappeso, con il sedere incastrato tra i braccioli di sedie in plastica, perlopiù rossa.

Cosa fare dunque nel Salento in primavera? Niente. Ma se hai più di cinquant’anni, ti aspettano chilometri di passeggiate nelle campagne, per esempio. Si può ammirare un’ampia varietà di piante spontanee, alcune anche commestibili. Uno dei divertimenti maggiori del Salento in primavera è proprio andare a raccogliere le erbe selvatiche come lo zangòne (il tarassaco), lo sprùscinu (l’aspraggine), la cicora resta (cicorietta selvatica), la nghieta (bietola selvatica) e tante altre che si possono combinare insieme in diverse modalità di fogghie mbiscate (foglie miste). Ah, non dimentichiamo gli ottimi asparagi, speciali per le frittate!

erbe spontanee parco otranto leuca

cosa fare nel salento in primavera fiori selvatici

Anche i fiori da raccogliere sono tanti, se ne possono fare dei mazzi variegati da regalare alla signora. La fanno da padrone le margherite, che fanno dei tappeti gialli e bianchi nella prateria salentina. Non scherza neanche il papavero rosso, il fiore della paparina, anch’essa squisita pianta selvatica tipica della cucina locale  – va raccolta in inverno, però, prima che sbocci il fiore! Gli zangoni fanno i loro piccoli fiori gialli, spesso ai bordi dei marciapiedi, o tra le pareti delle case sfitte. Poi ci sono altri fiori meno mainstream come l’asfodelo detto uluzzu, l’anemone stellata, il fiordaliso cicalino, il cisto detto lu mucchiu e ancora e ancora.

cosa fare nel salento mangiare fae e cicore

Andare per ristoranti, è un altro sport assolutamente consigliato nel Salento in primavera. Quelle belle trattorie tipiche dai nomi antichi, da Totò, L’Angiulinu, Le Zie e anche quelle con nomi (post)moderni, come la Farmacia dei Sani, le Macàre, Mezzogaudio Puteca, La Rua de li Travaj, Gustavo. O le masserie sperdute per i viottoli di campagna: Le Stanzie, Nonno Tore, Scagnito. Sono i luoghi dove gustare sapori rustici e antichi come quelli dei famigerati ciceri e tria, delle fae e cicore (purè di fave con le cicorie selvatiche), la tajeddha (riso, patate e cozze), le sagne ‘ncannulate e così via.

cosa fare salento primavera tintarella

Naturalmente c’è il mare. In generale i posti di mare del Salento hanno una luce dantescamente paradisiaca e in primavera si sta da dio, appunto. L’acqua è fredda, ciononostante si può fare il bagno già a marzo. Un tempo lo facevano solo i tedeschi, ora però anche i salentini palestrati se la cavano bene, ostentando nonchalance anche quando stanno crepando dal freddo. Gli scogli, almeno quelli, restano proibitivi fino ad aprile inoltrato.

barocco leccese

C’è il barocco leccese, ragazzi. Visitare il centro di Lecce è obbligatorio, un capolavoro che per anni ha messo in imbarazzo tanti leghisti di Pontida, – prima che una mutazione genetica creasse il ceppo dei leghisti del sud! Chi di loro se la immaginava una città così in quello shithole country del sud Italia? Ed è pure affollata di turisti stranieri con tanto di vita notturna!
Gallipoli e Otranto sono due piccole perle, e certamente la primavera è un momento di gran lunga più consigliabile per esplorarle. Poi, a scalare, ci sono i tanti, davvero tanti, borghi antichi dei comuni salentini: Nardò, Galatina, Maglie, Copertino, Specchia, Ruffano, Martano per citarne solo alcuni.

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Riti sacri, ne volete? Pasqua e Pasquetta ne offrono a volontà, poi a maggio inizia una batteria di feste patronali dove ammirare il meglio della fauna locale e le luminarie, pezzo forte della tradizione, belle più di giorno che di sera, se ci è permesso.

Insomma, visto quante cose da fare e da vedere nel Salento in primavera, se hai più di cinquant’anni? Se invece di anni ne hai venti, e non sei un patito delle passeggiate, caro amico, ti consigliamo di pazientare un paio di mesi.

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Alcune associazioni con cui fare visite guidate, trekking, bici e sport

Gruppo Trekking Alezio – da Brindisi a Leuca, escursioni in tutto il Salento, anche notturne
Puglia Megalitica – Percorsi reali e virtuali tra dolmen e menhir del Salento
Salento Bici Tour – Itinerari in bici in tutto il Salento
Archès Salento – escursioni in zone archeologiche e naturali del sud Salento
Fluxus Cooperativa – visite guidate tra ville e dimore storiche a Lecce, Nardò e dintorni
Abitare i Paduli – attività e itinerari nel grande Parco dei Paduli
Avanguardie – trekking e speleo nel Salento, nelle Murge e nel Gargano
Salento gite in barca – escursioni su coste e in grotte
Igotosud – itinerari ed eventi anche in LIS per le persone sorde

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