Cosa fare d’inverno nel Salento: l’amara verità

Cosa fare d’inverno nel Salento: l’amara verità

Un segno della croce bello grande, ecco cosa fare quando inizia l’inverno nel Salento. E poi sperare che passi in fretta. L’inverno nel Salento è una guerra di logoramento, altrochè. Chi racconta il contrario di sicuro è qualche illuso rimasto sotto dal mito della tropicalizzazione climatica (e un po’ anche culturale, diciamolo), oppure sotto sotto ha un bed and breakfast e cerca di tirare acqua al suo mulino. La verità è in tutt’altra direzione e noi ve la diremo.

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Anche il Salento ha il suo bell’inverno. Anzi, ne ha uno climatico e uno psicologico. Il primo dura circa quattro mesi. Il secondo inizia prima e finisce dopo, da settembre a marzo inclusi. Sei mesi. Succede perché qui siamo troppo protesi verso la bella stagione. Perciò l’arrivo di settembre ci svuota tutti, anche se fuori continua ad esserci un sole della madonna. Settembre è già inverno e marzo è ancora inverno.

Naturalmente, come accennavamo nell’articolo Cosa fare a dicembre nel Salento, la tragedia piomba dopo le feste di Natale. La Befana ci porta in trincea: gennaio e febbraio, un unico tunnel senza fine. Freddo fuori e dentro. La temperatura può non essere così bassa, le mattinate anche assolate ma l’umidità altera e inasprisce la percezione del freddo e questo ci frega sempre perché ci aspettiamo il “clima mite”, che invece sta solo nella nostra testa, o esiste giusto fino all’ora del caffè, quando il Sole non aspetta altro che squagliarsela all’orizzonte.

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E questa è l’amara verità sull’inverno salentino che tutti conoscono e nessuno vuole raccontare. Solo i fuorisede ne sperimentano la violenza e la osservano con obiettività. Loro, abituati ai comfort del riscaldamento efficiente, al clima rigido ma onesto del nord, sanno perfettamente cosa significhi tornare al sud: raffreddore, febbre, virus intestinali, irrigidimento muscolare e torcicollo. Una discesa in un inferno gelido che né il caldo affetto dei parenti, né le calorie del cibo ipercalorico possono contrastare.

C’è qualcosa da fare per alleviare, e abbreviare, il lungo tragico inverno salentino: il primo passo è ammetterne l’atrocità. È la classica verità che fa male, ma riflettiamo un attimo. Se ci dimenticassimo del mito dell’inverno breve e innocuo, ci potremmo attrezzare adeguatamente. Si potrebbe un giorno affrontare il problema delle case tuttora giganti, crivellate di spifferi, con le finestre in vetro soffiato. Impareremmo a imbacuccarci per bene, come se fossimo al nord. Impareremmo a farci le serate in locali al chiuso, piuttosto che spavaldi per strada come fossimo in estate o ai tropici.

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L’altro passo è attivarsi per organizzare il tempo libero, possibilmente in maniera confortevole e fruibile. Si potrebbero trovare spazi più grandi, coperti e riscaldati, dove fare eventi culturali programmati per tempo (a proposito, fantastica la riscoperta della sala ipogea nel Castello di Corigliano!). Lecce ha mosso dei passi in questa direzione, con nuovi locali e cose da fare, anche se migliorare è sempre possibile. Gli altri cento comuni invece dormono. Ma sono discorsi che hanno bisogno di molto tempo, mentre il presente resta avaro.

Infatti, avremmo voluto farvi la consueta lista su cosa fare d’inverno nel Salento, ma siamo costretti a rinunciare per mancanza di opportunità. Eccezion fatta per la Fòcara di Novoli, le nostre ricerche non hanno prodotto risultati. Seratine agli Arci, piccoli live, dj set, party di carnevale, ce ne saranno e li scoprirete seguendo siti come Urkaonline.it. Ma, visto il quadro generale, il nostro consiglio è di attrezzarvi in casa: borsa d’acqua calda, scaldacollo, serie tv e burraco. Winter is coming.

Ringraziamo Federica Fattizzo e i suoi nonni per averci gentilmente concesso la foto in copertina