Com’è stato? Carmen Consoli al Teatro Politeama di Lecce

Com’è stato? Carmen Consoli al Teatro Politeama di Lecce

La bambina impertinente, che con la sua voce ammaliava l’Anfiteatro di Taormina, è cresciuta ed è diventata donna. Una donna che racconta, accompagnata dalla sua inseparabile chitarra, la sua storia e quella di tante altre donne. Sul palco del Politeama Greco si alternano “Maria Catena”, vittima dei pettegolezzi e del pregiudizio dei suoi compaesani, la “Contessa Miseria”, che nella sua solitudine non riesce ad accettare lo scorrere inesorabile del tempo, una ragazza in abito bianco lasciata sull’altare (“Fiori d’arancio”), una giovane che racconta gli abusi subiti da parte di suo zio (“Mio zio”). A cantare le loro storie c’è lei, non una cantautrice, ma la “Cantantessa”, come ama farsi chiamare dai suoi fan. Per più di due ore, occupa il centro del palco fasciata nel suo abito nero e troneggia in una scenografia che, per giochi di luce, ricorda una conchiglia.

Carmen Consoli 31 marzo 2017 Teatro Politeama Lecce

Carmen Consoli 31 marzo 2017 Teatro Politeama Lecce

Per noi ragazzi degli anni ’90, la triade sacra del cantautorato femminile di quegli anni era composta dalla nordica Bjork, dalla rossa Tori Amos e dalla siciliana Carmen appunto. Nel 1996 entrava nelle case di milioni di italiani con la sua  partecipazione al Festival di Sanremo e, cantando di “Un amore di plastica”, conquistò il cuore di un’intera generazione. Più di vent’anni di carriera concentrati in un unico spettacolo: è questo “Eco di Sirene Tour”!

Donna Carmen non ha bisogno di fronzoli, le bastano pochi elementi per esaltarsi: una chitarra, un violino e un violoncello. Un trio in rosa, formula già proposta nel precedente tour “L’abitudine di tornare”, composto da tre sirene, come racconta le stessa Consoli prima di intonare “Eco di Sirene”, canzone nata durante la Guerra nei Balcani: le sirene sono creature magiche, ma sono anche un segnale di allarme, nel peggiore dei casi annunciano un conflitto, risuonano nelle strade in periodo di guerra.

Carmen Consoli 31 marzo 2017 Lecce

Il legame con la terra è un tema ricorrente nelle sue canzoni, come dimostra l’omaggio alla cantastorie siciliana Rosa Balistreri con “Bottana di to mà” e “A’ finestra”. Più intimo e raccontato con grande garbo, spesso anche con ironia, è il rapporto con la famiglia: dal padre che le ha trasmesso l’amore per la musica, a cui è dedicata “Mandaci una cartolina”, alla nonna Carmelina, spaventata dalla sua scelta di fare la cantante ai tempi del primo singolo “Quello che sento”, fino a “Questa piccola magia”, che ci fa conoscere un’insolita Carmen nel suo ruolo di madre.

Uno spettacolo che sa toccare tutte le corde dell’animo umano, non solo quello femminile, e che mette lo spettatore di fronte ad un carico emotivo che solo una fuoriclasse della musica può sostenere, senza risultare mai patetica o banale nel suo racconto. A fine concerto,  è più che meritata la standing ovation da parte di un teatro gremito in ogni ordine di posto, con ringraziamenti finali alla sua famiglia salentina e agli amici dell’Orchestra della Notte della Taranta, di cui Carmen è stata maestro concertatore dell’ultima edizione. Un arrivederci, in attesa di nuove storie da raccontare e che solo la Cantantessa può rendere vive in scena.

Maurizio Giannuzzi