Cinema del Reale, un modo di conoscersi: intervista a Paolo Pisanelli

Cinema del Reale, un modo di conoscersi: intervista a Paolo Pisanelli

Da martedì 16 a sabato 2o luglio La Festa di Cinema del Reale 2019 si sposta al Castello Volante di Corigliano d’Otranto. L’evento dedicato al cinema documentario e agli scambi creativi torna a trasformare uno dei borghi del Salento in una cittadella delle arti audiovisive e performative tra incontri, scambi artistici, musica, visioni. Alla guida c’è sempre Paolo Pisanelli, instancabile direttore artistico. Ecco cosa ci ha raccontato.

Cambiare luoghi è stimolante, ma immaginiamo sia anche molto faticoso. Chi ve lo fa fare?

Il rapporto con il territorio è importantissimo per noi. La nostra è una festa che si insedia, trova un luogo e cerca di farne una casa, lavorando sul paesaggio, cercandone le luci e le ombre. A Specchia siamo stati 12 anni, a Galatone – prima – 3 anni. Sono stati tutti anni bellissimi, ma siccome il lavoro culturale per noi è un vero lavoro – non un dopolavoro o un hobby – cerchiamo anche di trovare delle nuove risorse e partnership per migliorare, per migliorare la festa, noi stessi e i luoghi dove andiamo a costruire gli eventi. Poi Big Sur è una delle cooperative che gestisce il Castello Volante di Corigliano d’Otranto insieme al Comune, quindi è stato anche abbastanza naturale.

In che senso il Cinema del Reale è un festival di comunità?

Perché cerchiamo di costruire relazioni, rapporti con le persone, artigiani e artisti che abitano in un luogo. Una cosa fondamentale in un periodo in cui è sempre più difficile trovare momenti collettivi.

Luci, paesaggi e bugie sono i temi di quest’anno. Perché?

Le luci ci attraggono: la fotografia è scrittura di luce, il cinema è fatto di immagini in movimento scritte con la luce. I paesaggi sono quelli del mondo, ma non solo quelli fisici, anche quelli umani, sociali, interiori. Bugie: la bugia a volte è un gioco, può essere divertente, e sta anche dentro il cinema al confine tra realtà e finzione, ma ci sono anche bugie come le “lies” d F for Fake di Orson Welles che proponiamo, e ovviamente le bugie negative che hanno bisogno della conoscenza per essere smontate.

Oltre alle nuove location, quali sono le novità di quest’anno?

Le novità sono due Comuni (non solo Corigliano ma anche Tiggiano il 27) che hanno voglia di investire in un’avventura culturale che speriamo inciderà parecchio sui cittadini. Ma forse la più grande novità è il nostro approccio, un modo maturo di sentire come vivere il Cinema del reale che non è mai stata una competizione, ma un modo di conoscersi.
Altra novità è la relazione con due abitanti un po’ speciali di Tiggiano, ovvero Helen Mirren e Taylor Hackford.
Poi c’è SEI (Sud Est Indipendente) che in questi giorni sta facendo una residenza a Corigliano e quindi una relazione tra cinema e musica che ci interessa moltissimo, e che avrà il suo momento più alto con la performance di Leah Singer e Lee Ranaldo.
Tutto il resto delle novità vi invitiamo a scoprirle da voi.

Agnès Varda fu ospite del festival nel 2011 e quest’anno dopo la sua morte le dedicherete giustamente un omaggio. Cosa ricordi dell’incontro con lei?

Di Agnès Varda ricordo moltissime cose, come se fosse ieri. Un incontro bellissimo. In particolare quel giorno che facemmo una passerella come se fossimo a Cannes, io in mezzo a lei e Cecilia Mangini con una tempesta di scatti. Leonello Bertolucci, che non conoscevo all’epoca, scattò una foto in cui Agnès sembra farmi delle corna dietro la testa, anche se in realtà era un segno di vittoria. Quella foto mi fa ancora ridere.
Al pranzo dell’ultimo giorno, poi, io per festeggiare stappai una bottiglia di prosecco e la bagnai completamente. Scoppiammo tutti a ridere, anche lei.
Quest’anno sono stato a Cannes per accompagnare Cecilia che debuttava a 92 anni come attrice, ed è stato toccante vedere quel festival tutto dedicato a lei. Mi dispiace solo una cosa: che per ben due volte sarei dovuto andare a trovarla e non ho mai trovato il tempo.

Ci consigli un pezzo musicale per prepararci al festival?

People Have The Power di Patti Smith, perché è anche una colonna sonora di uno spot di Cinema del reale di quest’anno. Ma vorrei dirne qualcun altro, tipo The Magnificent Seven dei Clash che mi dà una carica pazzesca, e poi vado a finire sui Doors perché non si può pensare in questo periodo a People Are Strange. Infine c’è un brano che non posso omettere, perché è quello che ha introdotto Lou Reed quando gli abbiamo consegnato il premio di Cinema del Reale: Perfect Day.